Vogliamo con molta gratitudine salutare Daniele Segre

Vogliamo con molta gratitudine salutare Daniele Segre

 

Daniele Segre ha lavorato  con noi alla realizzazione delle ultime edizioni del concorso “Filmare la storia”, in particolare intervenendo, con il suo scrupolo e rigore di sempre, nella giuria per i film di scuole e videomaker sui temi della Resistenza e assegnando il premio speciale “25 aprile”. Un maestro di quel (poco) cinema che guarda dov’è difficile e anche scomodo scavare, senza compromessi con il mainstream nelle scelte e nel linguaggio, si è visto uno dopo l’altro con implacabile rispetto i film di giovani e giovanissimi, proprio anche alle prime armi, cercando e difendendo senza generosità superflue ma sempre con passione le buone idee, la serietà degli intenti, le coerenti soluzioni espressive e mettendo in gioco per intero la sua esperienza di docente di cinema ad alto livello e di produttore. Dobbiamo dirlo: dalle riunioni di giuria con lui abbiamo imparato anche noi, organizzatori e giurati del concorso, e non poco.

La Resistenza è un tema oggi spesso affrontato a scuola e altrove in modo convenzionale e poco vitale, mentre è per Italia ed Europa un punto di svolta sconvolgente nella storia del Novecento, l’ago di una bilancia che, con tutto il peso delle esperienze cui si riferisce, dovrebbe stabilmente pendere da una parte, contro il fascismo, il nazionalismo, il razzismo, le diseguaglianze di ogni sorta: il rischio, peraltro sotto i nostri occhi, è quello di perdere molto e alla fine irrimediabilmente. Il cinema con il suo multiforme potenziale evocativo può essere uno strumento  per rivitalizzare e costitutivo di  esperienze di scoperta e comprensione per chi lo fa e per chi lo vede. Per cercare e valorizzare quel cinema che sviluppa nella sua effettiva portata un tale tema per “Filmare la storia”, con le sue storie, le sue voci, eventi e luoghi, ci mancherà moltissimo in questo ottantesimo della Resistenza l’occhio sperimentato senza cedimenti del nostro maestro Daniele Segre, la sua parola sempre ferma sull’essenziale, anche se è vero che le sue lezioni ci rimangono.

Vorremmo dedicare in un prossimo futuro massima attenzione alle opere del concorso che ha contribuito a scoprire e a premiare e poi, anzi in primo luogo, almeno a qualche tratto del suo tanto cinema che abbiamo sempre con molto apprezzamento frequentato. Questo dunque non è un saluto a un collaboratore assolutamente d’eccezione, ma una premessa a un impegno di ricerca su quanto ci ha lasciato.

 

___________________________

Pubblichiamo qui sotto la brevissima scheda sulla sua attività che proprio Daniele Segre ci aveva inviato per corredare il suo nome nella comunicazione della giuria dell’ultima edizione (2023) di “Filmare la storia”.

 Daniele Segre
regista – docente – produttore
Daniele Segre (Alessandria, 1952) è autore, regista cinematografico e teatrale e docente di Cinema della realtà. Le sue opere sono state quasi sempre trasmesse dalle reti pubbliche e presentate alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e in vari festival nazionali e internazionali, ricevendo molti riconoscimenti tra cui il premio Giuliani De Negri al Festival di Venezia, il Tulipano d’oro al Festival Internazionale di Istanbul, il premio CICAE al Festival del Cinema Italiano di Annecy, il premio Filmmakers, il premio NICE a New York.
Nel 1981 fonda la società I Cammelli con la quale produce la maggior parte dei suoi film.
Nel 1989 crea e dirige la Scuola Video di Documentazione Sociale I Cammelli a Torino, che dal 1993 al 1997 riceve il sostegno di Unione Europea e Ministero del Lavoro, avviando decine di giovani all’attività di professionista audiovisivo nel sociale e non solo.
Dal 1996 al 2010 è docente di Cinema e realtà all’interno del corso di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema di Roma.
Nel novembre 2012 al Quirinale gli viene consegnata la medaglia del Presidente della Repubblica da Giorgio Napolitano; sempre nel novembre 2012 riceve il premio alla carriera “Maria Adriana Prolo”.
Dal 2014 al 2022 è stato Direttore Didattico della sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia per il corso triennale di Reportage Audiovisivo.
Nel giugno 2015 gli viene conferito il diploma Honoris Causa dal Centro Sperimentale di Cinematografia per il “Reportage Storico d’attualità”.
Tra i numerosissimi titoli della sua filmografia, ricordiamo: Il potere deve essere bianconero (1978), Ragazzi di stadio (1980), Vite di Ballatoio (1984), Sarabanda Finale (1988), Dinamite (Nuraxi Figus, Italia) (1994) , Parèven furmighi (1997),Via due Macelli, Italia. Sinistra senza Unità (2000), Vecchie (2002), Mitraglia e il verme (2004), Morire di lavoro (2007), Lisetta Carmi, un’anima in cammino 2010), Morituri (2015), Nome di battaglia donna (2016), Ragazzi di stadio, quarant’anni dopo (2018), Tonino De Bernardi – un tempo, un incontro (2021/2022).