Storia del logo ANCR
L’autore del logo dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza è il pittore e scultore Sandro Beltramo. Dopo un’intensa attività nella grafica editoriale e pubblicitaria, in seguito a un lungo soggiorno in India, decide di occuparsi della pittura e del suo insegnamento, conducendo workshop dove si lavora sui meccanismi dell’espressione visiva. Ha gestito per anni laboratori per adulti e bambini e si è occupato di didattica dell’arte nell’età scolare. Nella sua ricerca personale alterna la pittura e il disegno alla scultura ceramica.

Il progetto del logo nasce dalla relazione tra l’immaginario cinematografico di Dziga Vertov e i partigiani in montagna. Dziga Vertov non voleva filmare tutto, ma rendere tutti in grado di filmare. Sapeva bene che non è possibile cogliere un’unica realtà e che il cinema documentario ha anche un dovere politico. Dietro la macchina da presa c’è sempre un occhio, e dietro l’occhio un cervello. Vertov ha progettato il Kinoglaz, ovvero il cineocchio, con cui voleva girare filmati utili a realizzare tanti film diversi, che potessero servire a tutti e per sempre. La sua era già un’idea di archivio.
Il logo rappresenta i kinoki che scalano una montagna portando camere e cavalletti per un set, così come i partigiani portano le armi.

