Millenovecento74: quarantunesima rassegna

Il 1974 è un anno segnato da profonde trasformazioni politiche e sociali, in Italia e nel mondo. Gli equilibri internazionali sono attraversati da crisi, guerre, rivoluzioni e processi di democratizzazione che cambiano il volto di molti Paesi.
In questo scenario complesso, il cinema italiano sembra progressivamente allontanarsi dall’impegno politico e sociale che aveva caratterizzato il decennio precedente. Dopo la stagione del grande cinema civile degli anni Sessanta, cresce il desiderio di sperimentare forme più leggere, creative e popolari, anche attraverso i film di genere e i cosiddetti B movie. Non mancano comunque opere di grande rilievo. I fratelli Taviani affrontano la storia e la politica con Allonsanfan, mentre Roberto Rossellini realizza Anno uno, dedicato alla figura di Alcide De Gasperi. Ettore Scola firma uno dei suoi film più celebri, C’eravamo tanto amati, una commedia amara sulle illusioni e le delusioni di una generazione che aveva combattuto nella Resistenza. Sono inoltre gli anni di opere importanti di Pier Paolo Pasolini, Luchino Visconti, Liliana Cavani e Carlo Lizzani. Pasolini realizza Il fiore delle mille e una notte, Visconti Gruppo di famiglia in un interno, mentre Cavani affronta temi radicalmente diversi con Milarepa e Il portiere di notte. Per Vittorio De Sica, Il viaggio, tratto da Pirandello, rappresenta l’ultima esperienza cinematografica prima della morte, avvenuta nel novembre dello stesso anno. Parallelamente al cinema d’autore, il 1974 vede una straordinaria produzione di film destinati soprattutto all’intrattenimento. Il pubblico continua a frequentare le sale e cerca soprattutto evasione e divertimento. Commedia, poliziesco, thriller, giallo, erotico e comico dominano il panorama. Si affermano nuovi interpreti, come Renato Pozzetto, accanto a protagonisti già consolidati come Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Paolo Villaggio. Anche il cinema erotico raggiunge una grande diffusione e coinvolge registi come Gianfranco Mingozzi, Salvatore Samperi, Marco Vicario e Pasquale Festa Campanile. Tra i grandi successi popolari dell’anno c’è …altrimenti ci arrabbiamo!, con la coppia Bud Spencer e Terence Hill, mentre il filone del giallo-poliziesco continua a essere molto produttivo. Il western all’italiana, invece, mostra ormai i segni della stanchezza e di una formula sempre più ripetitiva.
Il 1974 appare quindi come un anno di forti contraddizioni: crisi politiche e conquiste civili, terrorismo e democratizzazione, fine degli imperi coloniali e nascita di nuove dittature. Anche il cinema riflette questo passaggio: da una parte il progressivo distacco dall’impegno politico degli anni Sessanta, dall’altra la vitalità di un’industria capace di produrre opere d’autore, cinema di genere e nuove forme di sperimentazione. È proprio questa compresenza di crisi, cambiamento e creatività a rendere il 1974 un anno particolarmente significativo per comprendere la storia italiana e internazionale e, insieme, l’evoluzione del cinema italiano degli anni Settanta.
Come di consueto il catalogo è frutto di un capillare lavoro di ricerca e selezione testi effettuato dai tirocinanti del 3° anno del Dams di Torino: Aya Fikri, Laura Guglielmi, Carolina Morasso, Matteo Giussani. Il lavoro di redazione e impaginazione è opera di Lisa Cortopassi.
Supervisione di Paola Olivetti e Matteo Pollone