Millenovecento58: ventiseiesima rassegna

Un anno che comincia nel mondo con il ritorno del primo Sputnik, andato in orbita nell’ottobre del ’57, e in Italia con la chiusura delle case di tolleranza, e finisce con la morte di Pio XXIII. Sono svolte quasi epocali. L’Unione Sovietica, un po’ a sorpresa, ha dato il via alla corsa allo spazio; l’Italia è alla vigilia del boom, un po’ più democratica sul piano delle istituzioni e un po’ meno bacchettona nei costumi, ormai pronta a buttarsi nella grande vertigine del consumismo; e la Chiesa cattolica era rimasta immobile, irrigidita in una dimensione da controriforma per tutti gli anni del pontificato di Pio XII, all’improvviso seppur con un papa anziano, s’illumina di una fresca ventata di rinnovamento e spontaneità.
La produzione cinematografica non pare però molto toccata da questi cambiamenti: il cinema italiano che produce 102 film più una grande quantità di coproduzioni di mantiene sostanzialmente in una dimensione di piccolo cabotaggio, di navigazione e vista, preoccupato di mantenere gli spazi di mercato e poco disposto a intraprendere sperimentazioni, a cercare novità formali e di contenuto. Assenti tutti i grandi di quella che era stata la giovane, innovatrice generazione del dopoguerra, da Rossellini, De Sica, Fellini, Antonioni; quello che ci troviamo davanti nella consueta carrellata anno per anno ci appare un cinema all’insegna del disimpegno e che infondo e che in fondo guarda poco alle trasformazioni in corso, poco attento a sondare la realtà e comunque esclusivamente ripiegato su una modesta dimensione nazionale.