Millenovecento56: ventiquattresima rassegna

I film importanti di quest’anno sono abbastanza pochi e anomali, come “Lo Svitato” di Dario Fo un film con una comicità un po’ lunare, che segna una parentesi particolare nella filmografia impegnata di Carlo Lizzani; lo stesso “Tetto” di De Sica, che pure riprende molti caratteri del neorealismo ma allo stesso tempo è molto lontano da quegli schemi.
Non mancano gli esordi ma sono i di registi poi spariti o alquanto infelici come il primo e unico film del documentarista Raffaele Andreassi che è stato un fiasco totale.
Il cinema dell’anno anche conto del fenomeno Mike Buongiorno che è presente in svariati film, oltre a impersonare se stesso in Totò Lascia o Raddoppia?. Certo la televisione da una parte, il suo boom e il suo nuovo linguaggio di cui è portatrice e il riapparire all’orizzonte della concorrenza di film stranieri, segnatamente quelli americani, contribuiscono a spiegare le ragioni della modesta produzione.
Per il nostro paese il ’56 è ricco di fenomeni non ben visibili e vistosi ma straordinariamente importanti: l’accelerazione dell’industrializzazione, l’urbanizzazione della popolazione, il vistoso incremento dei consumi e i conseguenti cambiamenti che cominciano a darsi sentire nel costume, nella moda, nelle relazioni sociali, fenomani tutti in veloce evoluzione che stanno preparando il cosiddetto boom degli anni 60.