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Con una mostra sul rifiuto degli Imi alla collaborazione con tedeschi e fascisti inauguriamo i tre anni dell’80°della Resistenza. Aperta dall’8 novembre 2023 al 4 febbraio 2024

Con una mostra sul rifiuto degli Imi alla collaborazione con tedeschi e fascisti inauguriamo i tre anni dell’80°della Resistenza. Aperta dall’8 novembre 2023 al 4 febbraio 2024

 

 

 

DisobbediResistere. Gli internati militari italiani

mostra predisposta e allestita in occasione dell’80° dell’8 settembre 1943 da
Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza,
Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’,
Istituto di studi storici Gaetano Salvemini

Polo del ‘900, Galleria delle immagini, Palazzo San Celso, corso Valdocco 4/A, Torino

 supporto e  contributo della Fondazione Polo del ‘900

 

8 novembre: inaugurazione con Alberto Sinigaglia, Paolo Borgna, Cecilia Pennacini, Marco Brunazzi, Alessandra Fioretti. 

La mostra sarà aperta al pubblico dal 9 novembre 2023 dal martedì alla domenica in orario 10-18 in corso Valdocco 4/A a Torino fino alla fine di gennaio 2024, con ingresso gratuito.

 

 

La mostra

L’8 settembre 1943 inizia per gli italiani la Resistenza. Per celebrarne in questo primo anno (2023) l’ottantesimo abbiamo scelto di partire dal contributo che ad essa venne da quelle centinaia di migliaia di militari italiani catturati dalla Wehrmacht subito dopo la proclamazione dell’armistizio di Cassibile che rifiutarono reiteratamente e in varie forme di contribuire alla prosecuzione della guerra a fianco dei tedeschi e dei fascisti di Salò e che pagarono il loro rifiuto a prezzi altissimi: una prigionia di guerra nei lager tedeschi senza diritti e particolarmente dura con lo status peculiare per loro coniato di Internati militari, un lavoro coatto in condizioni spesso gravosissime, più di 45.000 morti.

La  mostra sulla vicenda degli Internati militati italiani che abbiamo allestita e proponiamo nasce dunque da un assunto per noi efficacemente sintetizzato da Giorgio Mondino, egli stesso internato militare, nel suo diario inedito (e conservato  dall’Ancr): “Come i partigiani hanno rappresentato uno scoglio per i tedeschi in Italia, così gli internati con le loro sofferenze, con la loro resistenza […] hanno rappresentato uno scoglio per i tedeschi in Germania. Tra il nostro atteggiamento e l’attività partigiana vi è un ponte ideale di collegamento”. E’ un’ispirazione importante perché contrasta sia il lungo silenzio in cui in sostanza  quella vicenda cadde nei primi decenni del dopoguerra, sia quegli orientamenti  per cui il riscatto dalle nefandezze del fascismo viene attribuito per gli italiani  alla loro condizione prevalente di “brava gente” anche in guerra, al loro essere stati molto più spesso vittime che carnefici, alle loro sofferenze  molto più che alla scelta e alla determinazione di una resistenza, con o  senza armi.

La mostra ha un carattere introduttivo ed è essenzialmente sviluppata a partire da una selezione di documenti e di oggetti conservati negli archivi dell’Ancr, dell’Istoreto e del “Salvemini”, con pochi contributi complementari da altri enti. Si sono  privilegiate citazioni da diari e lettere di Internati militari che ci hanno lasciato la loro documentazione personale fortunosamente conservata che, in taluni casi, comprende foto, disegni e schizzi, anche volantini: dunque voci, sia pure indirette, che ci vengono dall’interno di un’esperienza, riducendo al minimo indispensabile le contestualizzazioni storiche, i riferimenti e le informazioni generali, che pure non mancano.

Abbiamo però suddiviso in precise tappe il percorso in modo che fossero  ben evidenti le dimensioni salienti di una vicenda complessa e per più ragioni drammatica o difficile. Si parte nel percorso da una riproduzione in scala a tre dimensioni del campo di lavoro (Arbeitkommando) 6001 nei pressi di Hildesheim costruita dall’Imi Digiuni. Si può quindi consultare una cronologia con poche date chiave.

Si entra a questo punto nel sistema delle sezioni, ciascuna con breve nota introduttiva e documenti originali, foto, disegni e in taluni casi oggetti; per alcune sono previsti testi di approfondimento visualizzabili tramite appositi codici QR a disposizione del visitatore.

Le sezioni sono “Resistere” (articolata in “La disobbedienza” – si potrebbe anche dire la scelta; “L’informazione clandestina” – organizzata nei campi dagli Imi in vario modo; “La cultura”; “I pensieri e le parole”). Sopravvivere” (articolata in “La fame”; “La vita nel campo”; “Le lettere” per e dai familiari). “Lavorare”, il lavoro coatto per l’economia di guerra nazista a cui erano tenuti i soldati e graduati, ma da un certo punto in poi anche gli ufficiali.  “Morire” – semplice richiamo ai più di 45.000 Imi morti e seppelliti malamente in prigionia. “Tornare e ricordare” (articolata in “La liberazione” e “La  memoria”).

Nella saletta proiezione contigua all’esposizione è disponibile in loop un video, appositamente realizzato da Ancr in occasione della mostra e curato da Corrado Borsa, che ripercorre la vicenda degli Imi attraverso scaglie di testimonianze dirette di sopravvissuti raccolte ormai molti anni fa e rimontate con brevi interventi di Bruno Maida (Università di Torino). La funzione del video. che dura 25 minuti, è quella di preparare la visita della mostra offrendo informazioni e suggestioni  che trovano poi riscontro in quanto esposto e ne supportano una corretta e compiuta contestualizzazione.

 

Il percorso di visita presenta supporti realizzati in simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa, la pratica clinica che aiuta le persone con disturbi della comunicazione e fragilità di linguaggio a compiere in autonomia alcune esperienze, facilitando la comprensione delle informazioni e la partecipazione (il Polo del ‘900, in collaborazione con Fondazione Paideia, ha avviato la costruzione di un contesto culturale inclusivo).
La mostra DisobbedireResistere. Gli Internati militari italiani si inserisce nel ciclo di iniziative ideate dagli enti del Polo del ‘900, con il coordinamento di Istoreto, per ricordare l’ottantesimo anniversario dell’inizio della Resistenza. Un programma triennale, nel quale a ogni anno è assegnata una parola chiave. “Disobbedire” è la parola che accompagna il 2023, a partire dalle scelte che, dopo l’8 settembre 1943, danno origine alla Resistenza.

 

 

Visite guidate ed eventi collegati

Sono previste visite guidate e attività didattiche per le scolaresche, prenotabili al seguente link https://forms.gle/5QP8yiUtGhjNp9zW7

Inoltre sono previsti alcuni eventi collegati, tra cui un seminario sui diari degli Imi che si terrà il 26 gennaio 2024.