Continua il nostro vivo interesse ad ascoltare la voce di chi nel welfare state in crisi lavora…

Continua il nostro vivo interesse ad ascoltare la voce di chi nel welfare state in crisi lavora…

 

 

Continua il nostro vivo interesse ad aprire spazi alla “parte invisibile della città”, ad ascoltare per esempio la voce di chi nel welfare state in crisi lavora e vive pesanti contraddizioni collegate all’esternalizzazione dei servizi e alle logiche strette del profitto d’impresa che si impongono in modo spesso determinante nel Terzo settore.

Questa volta si parte da una piccola lotta altamente emblematica, ma per andare oltre.

Dal 29 gennaio cinque lavoratrici di Eufemia, associazione torinese di promozione sociale, protestano contro demansionamenti e inquadramenti inadeguati, ma denunciano anche le storture di un Terzo settore sottoposto a logiche imprenditoriali. Dice una delle lavoratrici in sciopero in una recente intervista: “Sarebbe importante, attraverso i passaggi di questa vicenda, aprire il dibattito sul terzo settore a livello di città, considerando tensioni che magari prima non sono mai state riconosciute, costruire spazi di solidarietà”. Vedremo…